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Negoziato sull'Accordo di Partenariato

In data 10 giugno 2022 il Dipartimento per le politiche di coesione ha trasmesso alla Commissione europea, secondo le modalità richieste per la notifica formale, la versione rivista, a seguito delle osservazioni della Commissione, della proposta di Accordo di Partenariato della politica di coesione europea 2021-2027 dell’Italia. Per l’entrata in vigore dell’Accordo è necessaria una decisione di esecuzione adottata dalla Commissione.

Il negoziato formale con la CE si è avviato il 17 gennaio 2022, dopo la prima notifica della proposta italiana di Accordo  a seguito dell’Intesa raggiunta in Conferenza Unificata il 16 dicembre 2021 e dell’approvazione del CIPESS nella seduta del 22 dicembre 2021 e in conformità agli articoli 10 e seguenti del Regolamento (UE) 2021/1060 recante le disposizioni comuni sui fondi (RDC).

Sul portale OpenCoesione, nella sezione dedicata ai lavori preparatori per la programmazione 2021-2027, è possibile consultare tutta la documentazione progressivamente elaborata per la stesura dell’Accordo di Partenariato, a partire dai materiali predisposti inizialmente nell’ambito dei Tavoli tematici di confronto con il partenariato, articolati in base ai cinque Obiettivi di policy previsti dal Regolamento (UE) 2021/1060 per un’Europa: più intelligente, più verde, più connessa, più sociale e più vicina ai cittadini.

Di seguito gli esiti degli incontri di ciascun Tavolo tematico:

Con riferimento alla programmazione del Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund - JTF) l’Italia ha indicato l’area del Sulcis Iglesiente e l’area di Taranto come ambiti territoriali di intervento. Sono consultabili i materiali di programmazione del Fondo per una transizione giusta - JTF sempre nell’ambito del percorso partenariale di confronto in atto.

All’Accordo di Partenariato sono collegati Programmi nazionali e regionali in corso di definizione e negoziato con la Commissione europea. In base all’articolo 23 del RDC la Commissione può formulare osservazioni su ciascun Programma entro tre mesi dalla rispettiva data di presentazione. Lo Stato membro rivede il programma tenendo conto delle osservazioni formulate dalla Commissione che adotta, mediante un atto di esecuzione, una decisione che approva il programma entro 5 mesi dalla data della sua prima presentazione.

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