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Zone Economiche Speciali e Zone Logistiche Speciali

Il decreto-legge n. 91/2017 e s.m.i. ha previsto la possibilità di istituire Zone Economiche Speciali (ZES) nelle aree delle regioni individuate dalla normativa europea come “meno sviluppate” ed “in transizione”, che includano almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), al fine di favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi che consentano lo sviluppo delle imprese ivi operanti e l’insediamento di nuove.

Per l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali le imprese già operative e quelle che si insediano nelle ZES beneficiano di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo, che consistono sia in procedure semplificate e regimi procedimentali speciali, sia in misure di agevolazione fiscale (c.d. credito d’imposta ZES).

In particolare, è prevista l’estensione alle ZES, sino al 31 dicembre 2022, del credito d’imposta relativo all’acquisto di beni strumentali all’esercizio di impresa (credito d’imposta beni strumentali Mezzogiorno) commisurato alla quota complessiva del costo dei beni acquistati (c.d. credito d’imposta ZES), con una maggiorazione dell’importo massimo di investimento agevolabile, pari a 100 milioni di euro per singolo progetto di investimento, a seguito delle modifiche apportate dal decreto-legge n. 77/2021 e s.m.i. (art. 57), che ha altresì esteso l’agevolazione all’acquisto di immobili (strumentali agli investimenti).

Le proposte di istituzione delle ZES possono essere presentate dalle Regioni “meno sviluppate” ed “in transizione”, così come individuate dalla normativa europea, con le modalità prescritte dalla legge e dal DPCM 25 gennaio 2018, n. 12 - Regolamento recante istituzione di Zone economiche speciali (che stabilisce modalità di istituzione, durata, criteri generali per l’identificazione e la delimitazione dell’area e per l’applicazione delle condizioni speciali) e sono istituite con DPCM, da adottare su proposta del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale.

L’art.57 del decreto-legge n. 77/2021 e s.m.i. ha operato una riorganizzazione della struttura di funzionamento delle ZES ed un rafforzamento delle azioni e delle misure ivi applicabili, anche ai fini dell’attuazione degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), modificando gli articoli 4 e 5 del DL n. 91/2017, che regolano, rispettivamente, l’istituzione ed il funzionamento (art. 4) e le semplificazioni ed i benefici fiscali operanti in tali zone economiche speciali (art. 5), ed inserendo un nuovo articolo 5-bis, che introduce un sistema di autorizzazione unica in relazione alle opere da eseguire, alle attività da intraprendere o ai progetti da approvare nelle ZES.

In particolare, relativamente all’istituzione ed al funzionamento delle ZES, il decreto-legge n. 77/2021 e s.m.i. (art. 57):

  • modifica la procedura di nomina del Commissario straordinario di governo che presiede il Comitato di indirizzo per l’amministrazione dell’area e la composizione del Comitato medesimo;
  • rafforza l’attività dei Commissari, con la creazione di un duplice supporto di personale tecnico e amministrativo al fine di garantire efficacia e operatività all’azione commissariale: uno con riguardo alla struttura dove si esercita l’attività presso la sede territoriale regionale di riferimento, l’altro presso l’Agenzia per la coesione territoriale;
  • prevede che i Commissari possano svolgere le funzioni di stazioni appaltanti ed operare con poteri straordinari ai fini della realizzazione degli interventi finanziati con il PNRR;
  • prescrive l’adozione di linee strategiche tra le azioni commissariali all’interno delle ZES e la programmazione o riprogrammazione dei fondi strutturali.

Quanto alle condizioni speciali operanti nelle ZES, il medesimo decreto-legge n. 77/2021 e s.m.i. (art. 57):

  • riduce della metà i termini per l’ottenimento dell’autorizzazione unica e per gli adempimenti nell’ambito delle procedure con silenzio-assenso e stabilisce che tutti i termini procedimentali previsti in area ZES debbano intendersi come perentori;
  • introduce (nuovo 5-bis al decreto-legge n. 91/2017) lo strumento dell’autorizzazione unica, che concentra in un unico provvedimento autorizzatorio, fatte salve le normative vigenti in materia di valutazione di impatto ambientale, tutti gli atti di autorizzazione, assenso e nulla osta previsti dalla legislazione vigente in relazione alle opere da eseguire, alle attività da intraprendere o ai progetti da approvare nelle ZES, e prevede inoltre l’operatività del modello di conferenza di servizi semplificata;
  • assicura il raccordo tra gli sportelli unici istituiti a normativa vigente ed i suddetti procedimenti in materia di autorizzazione unica;
  • prevede un’estensione del credito d’imposta relativo agli investimenti effettuati nelle ZES all’acquisto di immobili strumentali agli investimenti, nonché un incremento, da 50 a 100 milioni di euro, del limite massimo del credito.

Per quanto concerne la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali delle regioni più sviluppate, si ricorda che la normativa nazionale prevede la possibilità di istituire Zone logistiche semplificate (ZLS) nelle regioni individuate dalla normativa europea come “più sviluppate”, che includano almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

I criteri per la costituzione delle ZLS, la relativa procedura e le condizioni speciali applicabili sono disciplinati dall’articolo 1, commi 60, 61, 63, 64, 65, della legge n. 205/2017 e successive modificazioni e integrazioni.

Per l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali le imprese già operative e quelle che si insediano nelle ZLS beneficiano delle procedure semplificate e dei regimi procedimentali speciali operanti per le Zone Economiche Speciali (ZES), nonché, limitatamente alle zone ammissibili agli aiuti a finalità regionale a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e salvo il regime previsto nei casi di istituzione nella medesima regione di una seconda ZLS, delle misure di agevolazione fiscale previste per le ZES.

La Zona logistica semplificata è istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della regione interessata, per una durata massima di sette anni, rinnovabile fino a un massimo di ulteriori sette anni. La proposta è corredata di un piano di sviluppo strategico, specificando la delimitazione delle zone interessate in coerenza con le zone portuali. Per l'istituzione delle Zone logistiche semplificate si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative alla procedura di istituzione delle Zone economiche speciali di cui al DPCM 25 gennaio 2018, n. 12 - Regolamento recante istituzione di Zone economiche speciali.

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