Trasparenza e open government nelle politiche di coesione

Dal 2012 l’Italia ha avviato una strategia nazionale di governo aperto (open government) sulle politiche di coesione attraverso l’iniziativa OpenCoesione, oggi coordinata dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso il Nucleo di valutazione e analisi per la programmazione. OpenCoesione garantisce attività e impegno sui tre pilastri dell’open government: trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche, collaborazione tra tutti gli attori e le comunità interessate dalla policy e partecipazione della cittadinanza nel controllo e nella sollecitazione dei risultati. L’iniziativa si rivolge a cittadini, Amministrazioni, imprese, ricercatori, studenti, valutatori e media per favorire un migliore uso delle risorse pubbliche attraverso la diffusione e il riutilizzo di dati e informazioni sugli interventi finanziati dalle politiche di coesione così come pubblicati sul portale. 

La fonte delle informazioni sui progetti in attuazione, navigabili interattivamente e disponibili in formato open data sul portale OpenCoesione, è il Sistema Nazionale di Monitoraggio (SNM) gestito dall’Ispettorato Generale per i Rapporti con l’Unione Europea della Ragioneria Generale dello Stato (MEF-RGS-IGRUE) alimentato, sulla base di un Protocollo Unico di Colloquio, da tutte le Amministrazioni titolari di Piani e Programmi finanziati da risorse della coesione. Il portale viene aggiornato bimestralmente e vede la pubblica disponibilità di oltre 200 variabili con informazioni di tipo anagrafico, finanziario, procedurale e fisico sui singoli progetti finanziati dalle politiche di coesione in Italia a partire dal ciclo di programmazione 2007-2013 e sui principali soggetti coinvolti nella loro realizzazione. 

La sistematica pubblicazione dei dati è corredata dalla periodica diffusione di brevi testi di analisi che propongono spunti di riflessione e approfondimenti. Si tratta di “Pillole e Data Card di OpenCoesione” che offrono dettagli e storie su specifici ambiti settoriali di intervento e singoli progetti realizzati o in corso di realizzazione. 

Nell’ambito dell’iniziativa OpenCoesione è stato altresì avviato, a partire dall’anno scolastico 2013-2014, il percorso didattico innovativo A Scuola di OpenCoesione” (ASOC), finalizzato a promuovere e sviluppare nelle scuole italiane principi di cittadinanza attiva e consapevole, attraverso attività di ricerca e monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici europei e nazionali per la coesione.

“A Scuola di OpenCoesione” è realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e in partnership con Istat e con la rete degli “Amici di ASOC”, organizzazioni e associazioni del terzo settore che affiancano gli studenti nelle diverse attività previste nel corso delle 4 lezioni di ASOC (Progettare, Analizzare, Esplorare, Raccontare), svolte in modalità Massive Online Open Course – MOOC selezionando dal portale OpenCoesione i progetti da monitorare secondo criteri di prossimità territoriale e di rilevanza per la comunità di riferimento.  

Nelle diverse edizioni realizzate sono stati coinvolti nelle attività di monitoraggio civico dei progetti delle politiche di coesione oltre 26.000 studenti e 3.000 docenti che negli anni hanno osservato circa 1.000 progetti finanziati dalle politiche di coesione per un valore di circa 8 miliardi di euro. Nella sezione del portale OpenCoesione dedicata a ASOC è possibile consultare i progetti osservati e i risultati delle ricerche svolte. 

L’iniziativa OpenCoesione ha negli anni consolidato il suo ruolo di modello di riferimento internazionale per promuovere la partecipazione pubblica a partire da dati pubblicati in formato aperto sia nell’ambito dell’Open Government Partnership, l’iniziativa sul governo aperto coordinata In Italia dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri,., che attraverso la sperimentazione europea di “A Scuola di OpenCoesione”, avviata nel 2019 con il sostegno della DG Regio della Commissione Europea e il coinvolgimento di Bulgaria, Croazia, Grecia, Portogallo e Spagna. 

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