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EU Social Forum 2026: tra le priorità il mercato unico, le competenze, la qualità del lavoro e l'abitazione accessibile

Bruxelles, 3-4 marzo 2026 – Il quarto EU Social Forum 2026 si è concluso al centro conferenze The EGG di Bruxelles e online sul sito della Commissione Europea, con due giorni di dibattiti e workshop dedicati alle politiche sociali e all’occupazione in Europa. L’evento ha riunito istituzioni, esperti, accademici, datori di lavoro, sindacati e rappresentanti della società civile per un confronto sul futuro del modello sociale europeo. 

Riprendendo il principio “One Europe, One Market – Un’Europa, un mercato”, evocato anche da Enrico Letta, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha posto competitività e dimensione sociale al centro del Forum. Durante la prima giornata, dedicata al tema “Social Europe: Empowering people in times of change”, ha sottolineato come la competitività non sia un fine in sé, ma la condizione per sostenere il modello sociale europeo e il benessere dei cittadini. 

In questo quadro, ha ribadito la necessità di rafforzare il mercato unico europeo, riducendo la frammentazione normativa tra i 27 Stati membri e semplificando la mobilità dei lavoratori. Ha quindi annunciato che la Commissione presenterà entro l’anno un “Fair Labour Mobility Package” per facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali e rimuovere gli ostacoli amministrativi che frenano la mobilità intra-UE. 

Enrico Letta, nel suo intervento, ha ribadito che il mercato unico non è solo un meccanismo economico, ma un progetto sociale con le persone al centro. Nel richiamare la strategia “One Europe, One Market”, ha sottolineato che la mobilità dei lavoratori deve essere libera, equa e protetta, ma ha anche evidenziato un principio altrettanto fondamentale: la libertà di restare. Ogni cittadino europeo, ha osservato, deve poter scegliere di costruire il proprio futuro nel territorio di origine, senza essere costretto a partire per mancanza di opportunità. In questa prospettiva, il rafforzamento del mercato unico diventa uno strumento per garantire competitività, coesione e pari dignità in tutti gli Stati membri. 

Ampio spazio è stato dedicato agli investimenti nelle competenze e nei posti di lavoro di qualità. “Questo è l’obiettivo della nostra Unione delle competenze: dotare gli europei delle capacità di cui hanno bisogno per prosperare in un’economia in trasformazione”. Von der Leyen ha ricordato che, grazie a NextGenerationEU, 3,5 milioni di persone sono oggi occupate in Europa e 31 milioni hanno beneficiato di istruzione e formazione. Come esempio di azioni concrete, proprio nell’ambito del NextGenEU, ha sottolineato che in Italia sono 600.000 le persone coinvolte in percorsi di formazione nelle competenze digitali e professionali richieste dal mercato del lavoro.

La futura Garanzia europea per le competenze (European Skills Guarantee) accompagnerà inoltre le persone nella transizione dai settori in trasformazione verso quelli che registrano carenza di personale qualificato, sostenendo al contempo le imprese nell’adattamento dei ruoli all’introduzione dell’intelligenza artificiale e promuovendo il dialogo tra sindacati e datori di lavoro. 

Nel quadro del completamento del mercato unico, la Presidente ha presentato anche la proposta di un “28° regime” giuridico, con una nuova struttura societaria denominata “EU Inc.”, che consentirà alle imprese di operare con un insieme unico di regole a livello europeo, semplificando la creazione e l’espansione nel mercato interno. 

Tra i temi affrontati anche l’accessibilità economica delle abitazioni. Con l’Affordable Housing Action Plan (Piano d’Azione per l’Edilizia Abitativa Accessibile), la Commissione intende contrastare l’esclusione abitativa, sostenere l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, rivedere alcune regole sugli aiuti di Stato e facilitare l’utilizzo dei fondi europei per investimenti nel settore. È stato ricordato che oltre un milione di persone in Europa non dispone oggi di un’abitazione. “Una casa è sicurezza, calore, appartenenza. Ma per troppi europei è diventata fonte di ansia, debito e incertezza. Studenti che rinunciano all’università per mancanza di alloggi. Giovani coppie che rimandano di avere figli. Infermieri e vigili del fuoco che non possono vivere nelle comunità che servono [...] Vogliamo limitare gli affitti a breve termine laddove contribuiscono a far aumentare i prezzi”, afferma von der Leyen. 

Il Dipartimento ha preso parte ai lavori del Forum, organizzato dalla DG Employment and Social Affairs della Commissione Europea, contribuendo al dibattito sulle politiche di coesione, con particolare attenzione a lavoro di qualità, lotta alla povertà e mobilità dei lavoratori. Le sessioni hanno affrontato questioni centrali per l’Europa: come preservare il modello sociale restando competitivi a livello globale, quali politiche adottare per sostenere lavoratori e imprese in una fase di trasformazioni rapide e come preparare le nuove generazioni al mercato del lavoro. 

Sono intervenuti anche Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva per i diritti sociali e le competenze, e Mario Nava, direttore generale della DG Employment and Social Affairs, che ha evidenziato l’importanza di rafforzare le partnership tra settore pubblico e privato per la coesione sociale, richiamando anche l’esperienza della Fondazione danese Lego nel campo dell’educazione dei minori. 

Nel corso del Forum sono stati, quindi, annunciati importanti dossier in arrivo: il Fair Labour Mobility Package, il 4th Job Quality Act (dicembre 2026) e l’Anti-Poverty Strategy, strumenti destinati a sostenere lavoratori e imprese in un contesto europeo in rapida evoluzione.  

Il Forum si è chiuso con l’impegno condiviso a promuovere politiche integrate capaci di coniugare competitività, coesione sociale e pari opportunità in tutta l’Unione.