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FORUM PA 2026: il Dipartimento per le politiche di coesione traccia le prospettive del ciclo 2028-2034

Si è svolto a Roma, presso il suggestivo scenario del Roma Convention Center “La Nuvola”, l’appuntamento annuale di FORUM PA 2026. In primo piano nei lavori della giornata del 9 giugno, lo scenario PA e futuro: l’eredità del PNRR dopo il 2026”, una cornice di confronto nata con l'obiettivo di fare il punto sull’impatto dei principali progetti di ammodernamento della Pubblica Amministrazione e sulla loro sostenibilità nel lungo periodo. A pochi mesi dalla scadenza del Next Generation EU, l'orizzonte strategico è consolidare il ruolo della PA come motore di sviluppo, trasformando le innovazioni introdotte in elementi strutturali e valorizzando la collaborazione interistituzionale. 

In questo contesto, la tavola rotonda L’esperienza della Politica di Coesione in sinergia con il PNRR. Prospettive dell’immediato futuro e del prossimo ciclo di programmazione” ha visto un confronto tra i diversi livelli istituzionali che governano gli investimenti pubblici. Durante il dibattito moderato da Maria Ludovica Agrò esperta per l’attuazione del PNRR, si sono discussi i punti di contatto tra la politica di coesione e il Piano di ripresa insieme ai rappresentanti della Commissione Europea, con il Direttore Nicola De Michelis, e del Ministero del Lavoro, con la Responsabile di missione Marianna D'Angelo. Fondamentale, inoltre, la presenza della dimensione territoriale, grazie agli interventi di Alessandra Barbieri per il Comune di Firenze, Vincenzo Falgares per la Regione Siciliana e Sergio Negro per la Regione Campania. 

Il tavolo dei lavori si è aperto con un interrogativo cruciale per il futuro delle politiche pubbliche: fino a che punto la mid-term review del ciclo 2021-2027 stia funzionando come anticipazione e orientamento per la programmazione 2028-2034? La sfida emersa è quella di verificare la capacità del sistema di riallineare programmi e risorse verso le priorità europee emergenti, mantenendo ferma l'aderenza ai fabbisogni reali dei territori ed assicurando stabilità agli investimenti strutturali.

Nel suo intervento, Michele Palma, Capo del Dipartimento per le politiche di coesione, evidenzia come la revisione di medio termine stia operando efficacemente come un reale banco di prova per la Coesione del futuro, confermando la capacità della politica di aggiornarsi e di orientare le risorse verso i nuovi obiettivi strategici dell'Unione Europea. In questo scenario, l'Italia ha espresso una significativa capacità di reazione istituzionale, riallocando oltre 7 miliardi di euro e coinvolgendo 35 programmi FESR e FSE. Questi numeri posizionano il Paese come il secondo a livello europeo per volume di risorse riprogrammate e il primo per numero di programmi interessati. Un esempio virtuoso di questo dinamismo è rappresentato dall'iniziativa STEP, che consolida il rapporto tra la politica di coesione e la competitività industriale. 

L'esperienza della mid-term review dimostra che la flessibilità esprime il suo massimo potenziale quando agisce in sinergia con il radicamento territoriale e lo sviluppo di competenze interne alle strutture pubbliche, intese come centri storici di conoscenza e di lettura dei dati. L'obiettivo per il futuro risiede nella capacità di valorizzare un'azione amministrativa informata e in grado di anticipare i mutamenti degli scenari socio-economici. 

La programmazione del futuro, pertanto, richiede un potenziamento delle attività di analisi predittiva e di definizione degli scenari, finalizzate a individuare tempestivamente i fabbisogni emergenti, selezionare i progetti a più alta maturità e promuovere l'integrazione tra i diversi interventi. 

Guardando alla programmazione 2028-2034, il Dipartimento ha delineato una serie di proposte volte a valorizzare l'architettura dei fondi strutturali attraverso pilastri gestionali definiti tra una stabilità delle risorse, una governance multilivello partecipata e una misurazione orientata ai risultati attraverso milestone e target che siano specificamente calibrati sulla natura complessa, pluriennale e strutturale degli investimenti territoriali. 

In un'ottica di medio e lungo periodo, la Politica di Coesione è chiamata a consolidare la propria funzione di accompagnamento dei territori rispetto alle grandi transizioni demografiche, tecnologiche, climatiche, industriali e sociali. Il metodo proposto si fonda su una programmazione stabile supportata da sistemi di monitoraggio e valutazione sempre più tempestivi, utili a favorire il raccordo virtuoso tra investimenti e riforme strutturali. 

L'evoluzione metodologica valorizza le migliori pratiche derivanti dall'esperienza del PNRR, declinandole all'interno della specificità territoriale dei fondi europei.  

Durante le tre giornate previste da FORUM PA 2026, il Dipartimento per le politiche di coesione ha preso parte all'evento con un proprio stand istituzionale. All’interno dello spazio espositivo, visitatori e addetti ai lavori hanno potuto approfondire le politiche di coesione europee e nazionali attraverso lo scambio ed il confronto diretto con i referenti dei Programmi Nazionali a titolarità del Dipartimento: il PN Capacità per la Coesione (PN CAP COE), il PN Metro Plus e Città Medie Sud (PN METRO Plus) e il PN Just Transition Fund (PN JTF). 

L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di dialogo per condividere strategie, obiettivi e risultati delle politiche di coesione sul territorio. 

Link di approfondimento

Tutti i dettagli e gli approfondimenti curati dai Programmi Nazionali a titolarità del Dipartimento sono disponibili attraverso il racconto delle tre giornate sui rispettivi canali social e ai seguenti link: