Presidenze precedenti e dichiarazioni

La Presidenza italiana EUSAIR 2026-2027 si inserisce in un percorso politico e istituzionale avviato con la Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatica e Ionica e rafforzato, anno dopo anno, attraverso le Presidenze dei Paesi partecipanti. 

Questa sezione raccoglie i riferimenti alle Dichiarazioni ministeriali e ai principali documenti politici adottati nel quadro dell’Iniziativa Adriatico-Ionica e di EUSAIR. 

Per i testi ufficiali in lingua inglese, le informazioni sulle Presidenze precedenti e la documentazione completa della governance macroregionale, si rinvia al sito istituzionale EUSAIR. 

10 anni della strategia Macroregionale EUSAIR attraverso le dichiarazioni politiche

I primi 10 anni della Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatica e Ionica (EUSAIR) pongono le basi per il consolidamento della stessa quale piattaforma strategica capace di integrare politiche, fondi e attori in una visione comune di sviluppo sostenibile, inclusivo e orientato all’integrazione europea.

Nella fase iniziale, tra il 2016 e il 2018, la priorità principale è stata la costruzione delle fondamenta della Strategia. La Dichiarazione di Dubrovnik del 2016 ha posto le basi per la creazione delle strutture di governance, mettendo l’accento sul coordinamento tra i livelli istituzionali e l’allineamento dei fondi europei e nazionali.

Con la Dichiarazione di Ioannina del 2017, oltre al rafforzamento della capacità amministrativa e del coordinamento multilivello, emerge una crescente attenzione alla misurazione dei risultati.

La Dichiarazione di Catania del 2018 segna un passaggio decisivo verso una fase più operativa. Si afferma con maggiore chiarezza l’esigenza di un coordinamento strutturato tra fondi, programmi e priorità macroregionali, in particolare nel quadro del ciclo di programmazione 2021-2027. Si dà l’avvio al cosiddetto processo di embedding (i.e. incorporazione) delle priorità identificate dalle Strategie nei Programmi della coesione, che trova la base giuridica nel Reg. (UE) n. 2021/1060 art. 22 (a) (viii); art. 22.3 (d) (i) (vi)).

Nel periodo successivo, tra il 2019 e il 2022, EUSAIR entra in una fase di espansione e adattamento. Il contesto globale, segnato dalla pandemia di COVID-19, introduce il tema della resilienza e della ripresa socio-economica, mentre si consolidano le priorità della transizione verde e digitale. Contestualmente, la dimensione sociale assume un ruolo sempre più rilevante, con una crescente attenzione al coinvolgimento dei giovani, alla partecipazione della società civile e a temi quali l’inclusione e le pari opportunità.

A partire dal 2023, con la Dichiarazione di Sarajevo, l’EUSAIR compie un ulteriore salto di qualità. La strategia incorpora stabilmente la dimensione geopolitica, anche in seguito alla guerra in Ucraina, e introduce un quinto pilastro dedicato alla dimensione sociale, ampliando in modo significativo il proprio perimetro di intervento. Parallelamente, si rafforzano i meccanismi di governance, monitoraggio e valutazione, segno di una maturazione del sistema verso una maggiore efficacia e capacità di produrre risultati misurabili.

La fase successiva, rappresentata dalla Dichiarazione di Šibenik del 2024, è caratterizzata dalla revisione del Piano di azione. Viene delineato il processo di aggiornamento del Piano d’Azione e introdotta una nuova architettura di governance, mentre si rafforza il ruolo della Strategia quale strumento di supporto al processo di allargamento dei Balcani occidentali all’UE; viene rafforzato il supporto alla governance l’istituzione del Governance Point, finanziato dal Programma IPA ADRION.

Nel 2025, con la Dichiarazione di Creta, si consolida anche la dimensione partecipativa, con l’avvio del Consiglio dei giovani EUSAIR (EUSAIR Youth Council), che rappresenta uno strumento stabile di rappresentanza e coinvolgimento delle nuove generazioni.

Infine, la Dichiarazione di Skopje del 2026 evidenzia un’ulteriore evoluzione verso una dimensione globale e sistemica. Si rafforza l’attenzione al processo di allargamento, sottolineando la continuità nell’impegno degli Stati membri; a rafforzare i meccanismi di integrazione delle priorità macroregionali nella programmazione post 2027; ad un maggiore coinvolgimento di autorità locali, società civile, imprese e mondo accademico; nonché alla partecipazione attiva dei giovani, anche con l’obiettivo di contrastare fuga di cervelli e disoccupazione.