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Il contributo del Dipartimento per le politiche di coesione alla consultazione UE sul “Right to Stay”

L’esperienza italiana conferma che il “Right to Stay”, il diritto a restare, richiede la costruzione di veri e propri ecosistemi territoriali capaci di offrire opportunità, servizi essenziali e un'alta qualità della vita. In questa prospettiva, il riequilibrio territoriale diventa una condizione imprescindibile per trasformare le aree più fragili da contesti di svantaggio a veri e propri motori di sviluppo, adottando politiche e strumenti flessibili e adattati alle specifiche esigenze di ciascun contesto locale. 

Nel quadro della consultazione europea “Right to Stay Strategy: Your Region, Your Future”, il Dipartimento ha delineato una strategia d'azione che parte dal valore delle aree interne. Questi territori rappresentano componenti strategiche per l’intero sistema Paese, in particolare per la tutela del paesaggio, della biodiversità e delle risorse naturali. In questo ambito, l’esperienza della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) dimostra come l’integrazione tra i servizi alla cittadinanza e le politiche di sviluppo economico possa realmente contrastare lo spopolamento e migliorare le condizioni di vita dei residenti. L'Italia propone che la futura strategia europea assuma la SNAI come riferimento operativo per la prossima politica di coesione, finanziando strategie integrate e pluriennali, rafforzando la capacità amministrativa dei piccoli comuni e considerando i servizi essenziali, la connettività, la casa e l'energia come vere e proprie infrastrutture del diritto a restare, i cui risultati vadano misurati in termini di effettiva abitabilità e accessibilità. 

Un'attenzione specifica è rivolta anche alle città medie, nodi strategici per contrastare la crescente concentrazione di popolazione nelle aree metropolitane, un fenomeno che sta accentuando gli squilibri territoriali determinando la marginalizzazione dei piccoli centri e la periferizzazione dei comuni di cintura. Attraverso il Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie (PN Metro Plus), l’Italia sostiene l’innovazione sociale e la creazione di opportunità occupazionali e culturali nei centri di medie dimensioni, con l'obiettivo di promuovere un modello di sviluppo policentrico ed equilibrato.  

Il diritto a restare si declina in modo significativo anche nei territori interessati da profonde trasformazioni economiche e produttive. È il caso delle aree in transizione industriale, dove il Programma Just Transition Fund (JTF) – attivo nella provincia di Taranto e nel Sulcis Iglesiente – sostiene la coesione sociale ed economica attraverso investimenti mirati sulla diversificazione produttiva, la bonifica dei siti, l'innovazione, la riqualificazione edilizia e lo sviluppo di nuove competenze professionali, generando così prospettive di sviluppo durature per l'occupazione locale. 

Infine, i programmi di cooperazione transfrontaliera e interregionale, come Interreg, si confermano strumenti fondamentali per rafforzare l’accessibilità ai servizi e la competitività dei territori periferici. 

L’attuazione efficace del Right to Stay richiede una solida governance multilivello. La politica di coesione post-2027 dovrà consolidare l'approccio place-based, puntando su una programmazione integrata, la semplificazione amministrativa, il rafforzamento istituzionale e la partecipazione degli attori locali, per garantire interventi coordinati e rispondenti alle reali esigenze dei contesti territoriali. 

È possibile consultare il documento di approfondimento predisposto che ha costituito la base per la definizione della proposta, nonché il testo finale del contributo caricato sulla piattaforma della Commissione europea nell'ambito della consultazione “Right to Stay Strategy: Your Region, Your Future”.