EUSAIR: Foti, Presidenza italiana occasione per rafforzare integrazione e coesione

“L’assunzione della Presidenza della Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica e dell’Iniziativa Adriatico-Ionica rappresenta per l’Italia una grande responsabilità e un’importante opportunità per rafforzare il percorso di integrazione europea, la coesione territoriale e la crescita sostenibile dell’intera macro-regione”.

Così ha dichiarato Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione. Per la prima volta, la Presidenza italiana di EUSAIR sarà coordinata dal Dipartimento per le Politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri. Da oggi, 1° giugno 2026, l’Italia assume ufficialmente la guida della Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR), raccogliendo il testimone dalla Macedonia del Nord.

“In una fase caratterizzata da profonde trasformazioni geopolitiche e dalle sfide della transizione energetica e climatica”, spiega il ministro Foti, “la cooperazione tra territori e istituzioni rappresenta più che mai uno strumento strategico per rafforzare stabilità, competitività e sviluppo condiviso. Tra le priorità del nostro mandato vi sarà il sostegno concreto al percorso di adesione all’Unione europea dei Paesi dei Balcani occidentali, nella convinzione che l’allargamento costituisca un investimento strategico per la sicurezza, la stabilità e la crescita dell’intero continente. Nei prossimi dodici mesi lavoreremo per rendere EUSAIR sempre più efficace e vicina ai cittadini, valorizzando il contributo delle regioni, delle comunità locali, del sistema produttivo, delle università e delle giovani generazioni. Vogliamo rafforzare la connettività infrastrutturale ed energetica, sostenere la competitività delle imprese, promuovere la coesione sociale e affrontare le sfide demografiche e ambientali che interessano l’area adriatico-ionica. L’Italia intende esercitare una Presidenza concreta, orientata ai risultati e capace di trasformare le politiche europee in opportunità reali per i territori e per le future generazioni”, conclude Foti.