Piano d'azione
Nel corso del 2025, durante l’anno di presidenza congiunta dell’Austria e del Liechtenstein, l'EUSALP ha completato il processo di revisione del proprio Piano di Azione avviato dalla Dichiarazione Congiunta (Joint Declaration) dell’Assemblea Generale di Bad Ragaz dell’ottobre 2023, durante l’anno di presidenza svizzero. La Dichiarazione politica di Bad Ragaz aveva preso atto dell’evoluzione del contesto in cui si trova a operare la Strategia e delle sue strutture di governance, dando mandato al Consiglio esecutivo (Executive Board) di gestire il processo di revisione del Piano di Azione sotto la guida delle Presidenze successive. Su queste basi, i lavori per la revisione si sono conclusi nel 2025 con la Dichiarazione di Innsbruck del 25 novembre 2025.
Il negoziato per la revisione ha permesso di far convivere due esigenze di fondo: da una parte, la necessità di mantenere la ricchezza tematica della Strategia, aggiornandola agli sviluppi dei bisogni e delle tendenze di contesto emersi nel corso dei dieci anni di vita di EUSALP; dall’altra, la necessità di unire la ricchezza tematica all’esigenza di rafforzare e focalizzare la guida politica nella Strategia, per aumentare efficacia e riconoscibilità sul territorio.
Il nuovo Piano di Azione rappresenta dunque un'evoluzione da una fase di lancio e strutturazione, propria del Piano di Azione del 2015, a una fase di consolidamento e adattamento alle nuove sfide.
Mentre la struttura fondamentale basata sui tre Pilastri suddivisi a loro volta nelle nove Azioni tematiche (ricerca, economia, lavoro e istruzione, mobilità, digitalizzazione, risorse naturali, connettività ecologica, rischi ambientali, energia) − rimane invariata per garantire continuità, il nuovo documento introduce aggiornamenti degli obiettivi e, soprattutto, innovazioni nella governance.
Con riguardo agli obiettivi e alle tematiche, il Piano di Azione 2025 conferma le nove Azioni ma sottolinea le nuove sfide generate dal cambiamentoclimatico e dalla doppia transizione digitale e verde, in un contesto geopolitico internazionale più instabile, che ha messo in luce dipendenze alimentari ed energetiche e la fragilità delle catene di approvvigionamento:
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Se nel Piano di Azione del 2015 il clima era una delle sfide ambientali, nel 2025 diventa un asse portante del Piano, che enfatizza la necessità di strategie di decarbonizzazione e adattamento a impatti ormai visibili come la fusione dei ghiacciai e la progressiva scarsità di acqua in un’area che ne è tradizionalmente ricca.
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Inoltre, il nuovo Piano del 2025 integra esplicitamente al proprio interno la "doppia transizione" (green e digital), assente nella formulazione originale, riflettendo le priorità attuali della Commissione Europea.
Particolarmente incisiva è la riorganizzazione della governance, per la quale si introducono nuovi organismi e strumenti, traendo insegnamento dall’esperienza maturata nel primo decennio:
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In primo luogo, il nuovo Piano chiarisce in chiave metodologica i tre requisiti dell’operato della Strategia: dell’interesse politico, dei bisogni comuni transalpini e della cooperazione transnazionale quale strumento migliore per farvi fronte.
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Le Missioni (Missions) costituiscono lo strumento di governance più innovativo del Piano di Azione rivisto. La Missione è concepita per raggruppare progetti e interventi attorno a un unico obiettivo ambizioso, coordinando più azioni e più livelli istituzionali e coinvolgendo un Mission Rapporteur, quale attore politico principale e membro della General Assembly, e un Mission Coordinator, quale attore tecnico principale.
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Inoltre, il nuovo Piano consolida e dà riconoscimento formale ad alcuni istituti di governance che si erano affermati nella vita della Strategia, pur non essendo previsti nel Piano originario:
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Il Trio di Presidenza composto dalla presidenza uscente, quella attuale e quella entrante. L'obiettivo è garantire la memoria istituzionale e la coerenza strategica tra presidenze annuali, evitando discontinuità non volute tra un anno e l’altro.
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Il Board of Action Group Leaders (BAGL). Nel documento del 2015 la struttura di governance era più lineare e gerarchica, focalizzata nettamente sui tre livelli dell’indirizzo politico (Assemblea Generale), del coordinamento strategico (Executive Board) e dell’attuazione tecnica (Action Groups). Il BAGL istituzionalizza il ruolo dei coordinatori degli Action Groups, che sono il vero motore operativo della Strategia EUSALP. Mentre nella visione del Piano di Azione 2015 i Gruppi di Azione operavano in silos verticali, il BAGL sancisce un raccordo tra i Gruppi di Azione, permettendo ai Leader dei gruppi tematici di dialogare tra loro, garantendo sia l’attuazione degli indirizzi politici e tecnici che vengono trasmessi dall’Assemblea Generale e dall’Executive Board, sia che le priorità e criticità concretamente emergenti dalla prassi operativa possano essere opportunamente valorizzate.
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La Struttura di Supporto Tecnico, che svolge indispensabili funzioni di Segretariato a beneficio delle Presidenze di turno e dei Gruppi di Azione ed è finanziata dal programma transnazionale di riferimento per l’area, l’Interreg Alpine Space.
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I Piani di lavoro triennali (Work Plans) dei Gruppi di Azione. Definendo un allineamento obbligatorio con l’Action Plan, con le Missions e con le priorità politiche della General Assembly, i Work Plan triennali introducono un vero e proprio policy cycle, che prevede la definizione politica da parte della General Assembly, la traduzione operativa nei Work Plan triennali degli Action Group, l’attuazione attraverso i progetti e le attività, il monitoraggio e il riallineamento attraverso il nuovo Work Plan dopo tre anni. L'introduzione formale dei Work Plan fa parte del pacchetto di nuovi meccanismi (assieme al Trio di Presidenza, al Comitato dei Leader dei Gruppi di Azione e alla Struttura Tecnica di Supporto) tesi a favorire la continuità strategica e operativa.
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Infine, viene istituzionalizzato il Consiglio dei Giovani (Youth Council). Se nel Piano del 2015 i giovani compaiono come componente della società civile, nel Piano del 2025 lo Youth Council diventa un organo riconosciuto della governance EUSALP, con una presenza formale nella General Assembly e nell’Executive Board come osservatore e con capacità propositiva. L’istituzione del Consiglio dei Giovani può innescare un cambio di paradigma nel modo in cui la Strategia concepisce la partecipazione e la costruzione di capacità nel lungo periodo.
In conclusione, il nuovo Action Plan 2025 pone le premesse per un salto di qualità, aggiornando il documento del 2015 e reinterpretando EUSALP come una strategia politica matura.